Published at 20 Oct 2020
Published at 20 Oct 2020
Lavorare nella Digital Transformation: l'esperienza di Luca, Digital Transformation Specialist in Intesa Sanpaolo

Lavorare nella Digital Transformation: l'esperienza di Luca, Digital Transformation Specialist in Intesa Sanpaolo


La Digital Transformation è un fenomeno in continua evoluzione. Luca lo ha studiato e, nel suo lavoro, aiuta la sua azienda a gestirla al meglio.


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? 


Ho studiato ingegneria gestionale all’Università LIUC Carlo Cattaneo. Tutt’oggi mi rendo conto di quanto siano utili la varietà e la flessibilità garantite da un corso di studi come questo, sempre in prima fila di  fronte ad un mercato del lavoro in continua evoluzione. Le basi sono comuni per qualsiasi ingegneria, ma le competenze acquisite in seguito permettono, a seconda dell’inclinazione di ciascuno, di avvicinarsi ai settori più vari.

Ho scelto di arricchire il mio percorso universitario con  diverse esperienze di studio all’estero: negli Stati Uniti, in Svezia, Cina e infine Australia. Sono stati  periodi di vera crescita, sia personale sia professionale, che mi sento di consigliare sinceramente a  chiunque ne abbia l’opportunità. Sono periodi in cui ci si mette alla prova, ci si confronta con punti  di vista diversi e si lavora in contesti davvero internazionali. Tutte situazioni che nel mondo del lavoro  torneranno parecchio utili.


Prima di arrivare in Intesa Sanpaolo, hai svolto mansioni diverse: prima come Junior Analyst in De Agostini SpA e successivamente come HR Organization and  Development Analyst in Banca Sella. Puoi raccontarci brevemente di queste  esperienze e cosa ti hanno insegnato? 


Ogni gradino è importante e tutte le esperienze arricchiscono e portano a qualcosa. L’esperienza in  De Agostini, durante gli studi universitari, mi ha avvicinato per la prima volta al mondo del lavoro. È  stato lì che, indipendentemente dal ruolo ricoperto, ho avuto modo di confrontarmi con le  dinamiche e l’organizzazione tipiche di un’azienda di considerevoli dimensioni.

Ho proseguito poi,  dopo la laurea magistrale, lavorando per il Gruppo Sella. È stata un’esperienza che mi ha  indubbiamente permesso di avvicinarmi al settore bancario e finanziario, osservandolo da un punto  di vista privilegiato e trasversale come quello della funzione Organizzazione. 


Oggi lavori in Intesa Sanpaolo: come ci sei arrivato e come si sono svolte le  selezioni? 


Sono entrato in Intesa Sanpaolo nel modo più semplice che si possa pensare: con una candidatura spontanea. Ho inviato, tramite il portale Careers, il mio CV accompagnato da una lettera di  presentazione con le mie motivazioni, aspirazioni e competenze.

Penso che esista un luogo comune secondo il quale le candidature spontanee spesso finiscano nel dimenticatoio o sepolte da una lunga lista di documenti più urgenti. Questo può essere, in parte, credibile se pensiamo alle innumerevoli priorità sul lavoro e alla frenetica quotidianità con cui spesso abbiamo a che fare, ma dietro gli algoritmi che filtrano le parole chiave nei curricula, dietro una piattaforma che chiede di  registrare un video-CV o a una qualsiasi intelligenza artificiale, ci sono sempre delle persone.

Credo che una lettera di presentazione ben scritta, con la propria storia e delle motivazioni sincere, possa  avvicinare molto di più azienda e candidati. 

Una volta individuata una posizione in azienda, le selezioni si sono poi svolte con le classiche modalità: diversi colloqui con le risorse umane e i manager di riferimento. Avere già un’esperienza precedente nel settore mi ha sicuramente aiutato a “parlare la stessa lingua”, ma ogni colloquio è una partita da giocare, con impegno e spontaneità.


Di cosa ti occupi in qualità di Digital Transformation Specialist in Intesa Sanpaolo? 


È un ruolo piuttosto trasversale e altrettanto vario, con diverse sfaccettature che dipendono dal contesto, ma in ogni caso orientato alla trasformazione digitale dell’azienda. L’ecosistema digitale con cui abbiamo a che fare tutti i giorni – sia nella vita privata sia in quella lavorativa – è un tema centrale e per nulla scontato in aziende grandi, complesse e regolamentate, con alle spalle secoli di storia, fusioni e cambiamenti. Il ruolo di Digital Transformation Specialist nasce per comprendere e gestire al meglio queste evoluzioni dal punto di vista tecnologico.

Le tematiche sul tavolo, come  dicevo, sono varie: si spazia da un’approfondita conoscenza dei processi alla comprensione del sistema informativo aziendale creando un ponte indispensabile tra le strutture di business e quelle  più legate all’universo tecnologico.

Ci si sposta dalla partecipazione e gestione di progetti complessi alla sperimentazione di soluzioni innovative, collaborando spesso anche con altri player sul mercato. Sono competenze diverse e importanti che si creano inevitabilmente sul campo. Oggi ho la fortuna di essere inserito in un percorso che, anche attraverso job rotation frequenti e una formazione dedicata, permette di acquisirne molte, aumentando l’efficacia del ruolo a 360 gradi. 


La Digital Transformation è un tema molto interessante ma ancora molto oscuro a  gran parte dei neolaureati: puoi spiegare brevemente di cosa si tratta e quali opportunità offre? 

 

Oggi le parole digital transformation vanno sicuramente molto di moda nel mondo del lavoro e sono associate alle tematiche più varie. Forse per questo creano un po’ di confusione.

Sotto il cappello della trasformazione digitale ci sono ruoli e competenze anche diversi tra loro, ma con un obiettivo ultimo comune: garantire che le aziende abbiano successo sfruttando al meglio tutte le opportunità  degli attuali ecosistemi digitali.

Digital transformation quindi vuol dire avere processi digitali sia lato cliente sia internamente all’azienda; avere un sistema informativo e un’architettura IT flessibile e ben  armonizzata; governare, gestire e proteggere i dati in modo efficace; innovare e integrare nuove tecnologie nel proprio business e molto altro. Non è possibile, per esempio, concedere un  finanziamento ad un cliente in pochi minuti e tramite app su smartphone senza un ottimo lavoro su tutti i punti sopra citati.

Per un neolaureato le opportunità sono molteplici e trasversali nei settori più vari, dipende dall’inclinazione di ciascuno. In ogni caso, vi assicuro, troverete ruoli stimolanti, formativi e facilmente  rivendibili sul mercato. In bocca al lupo!


Sei un recruiter? Scopri come digitalizzare le strategie di employer branding e recruiting della tua azienda grazia a tutored. Attrai e assumi giovani talenti: scopri Tutored Business.

La Digital Transformation è un fenomeno in continua evoluzione. Luca lo ha studiato e, nel suo lavoro, aiuta la sua azienda a gestirla al meglio.


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? 


Ho studiato ingegneria gestionale all’Università LIUC Carlo Cattaneo. Tutt’oggi mi rendo conto di quanto siano utili la varietà e la flessibilità garantite da un corso di studi come questo, sempre in prima fila di  fronte ad un mercato del lavoro in continua evoluzione. Le basi sono comuni per qualsiasi ingegneria, ma le competenze acquisite in seguito permettono, a seconda dell’inclinazione di ciascuno, di avvicinarsi ai settori più vari.

Ho scelto di arricchire il mio percorso universitario con  diverse esperienze di studio all’estero: negli Stati Uniti, in Svezia, Cina e infine Australia. Sono stati  periodi di vera crescita, sia personale sia professionale, che mi sento di consigliare sinceramente a  chiunque ne abbia l’opportunità. Sono periodi in cui ci si mette alla prova, ci si confronta con punti  di vista diversi e si lavora in contesti davvero internazionali. Tutte situazioni che nel mondo del lavoro  torneranno parecchio utili.


Prima di arrivare in Intesa Sanpaolo, hai svolto mansioni diverse: prima come Junior Analyst in De Agostini SpA e successivamente come HR Organization and  Development Analyst in Banca Sella. Puoi raccontarci brevemente di queste  esperienze e cosa ti hanno insegnato? 


Ogni gradino è importante e tutte le esperienze arricchiscono e portano a qualcosa. L’esperienza in  De Agostini, durante gli studi universitari, mi ha avvicinato per la prima volta al mondo del lavoro. È  stato lì che, indipendentemente dal ruolo ricoperto, ho avuto modo di confrontarmi con le  dinamiche e l’organizzazione tipiche di un’azienda di considerevoli dimensioni.

Ho proseguito poi,  dopo la laurea magistrale, lavorando per il Gruppo Sella. È stata un’esperienza che mi ha  indubbiamente permesso di avvicinarmi al settore bancario e finanziario, osservandolo da un punto  di vista privilegiato e trasversale come quello della funzione Organizzazione. 


Oggi lavori in Intesa Sanpaolo: come ci sei arrivato e come si sono svolte le  selezioni? 


Sono entrato in Intesa Sanpaolo nel modo più semplice che si possa pensare: con una candidatura spontanea. Ho inviato, tramite il portale Careers, il mio CV accompagnato da una lettera di  presentazione con le mie motivazioni, aspirazioni e competenze.

Penso che esista un luogo comune secondo il quale le candidature spontanee spesso finiscano nel dimenticatoio o sepolte da una lunga lista di documenti più urgenti. Questo può essere, in parte, credibile se pensiamo alle innumerevoli priorità sul lavoro e alla frenetica quotidianità con cui spesso abbiamo a che fare, ma dietro gli algoritmi che filtrano le parole chiave nei curricula, dietro una piattaforma che chiede di  registrare un video-CV o a una qualsiasi intelligenza artificiale, ci sono sempre delle persone.

Credo che una lettera di presentazione ben scritta, con la propria storia e delle motivazioni sincere, possa  avvicinare molto di più azienda e candidati. 

Una volta individuata una posizione in azienda, le selezioni si sono poi svolte con le classiche modalità: diversi colloqui con le risorse umane e i manager di riferimento. Avere già un’esperienza precedente nel settore mi ha sicuramente aiutato a “parlare la stessa lingua”, ma ogni colloquio è una partita da giocare, con impegno e spontaneità.


Di cosa ti occupi in qualità di Digital Transformation Specialist in Intesa Sanpaolo? 


È un ruolo piuttosto trasversale e altrettanto vario, con diverse sfaccettature che dipendono dal contesto, ma in ogni caso orientato alla trasformazione digitale dell’azienda. L’ecosistema digitale con cui abbiamo a che fare tutti i giorni – sia nella vita privata sia in quella lavorativa – è un tema centrale e per nulla scontato in aziende grandi, complesse e regolamentate, con alle spalle secoli di storia, fusioni e cambiamenti. Il ruolo di Digital Transformation Specialist nasce per comprendere e gestire al meglio queste evoluzioni dal punto di vista tecnologico.

Le tematiche sul tavolo, come  dicevo, sono varie: si spazia da un’approfondita conoscenza dei processi alla comprensione del sistema informativo aziendale creando un ponte indispensabile tra le strutture di business e quelle  più legate all’universo tecnologico.

Ci si sposta dalla partecipazione e gestione di progetti complessi alla sperimentazione di soluzioni innovative, collaborando spesso anche con altri player sul mercato. Sono competenze diverse e importanti che si creano inevitabilmente sul campo. Oggi ho la fortuna di essere inserito in un percorso che, anche attraverso job rotation frequenti e una formazione dedicata, permette di acquisirne molte, aumentando l’efficacia del ruolo a 360 gradi. 


La Digital Transformation è un tema molto interessante ma ancora molto oscuro a  gran parte dei neolaureati: puoi spiegare brevemente di cosa si tratta e quali opportunità offre? 

 

Oggi le parole digital transformation vanno sicuramente molto di moda nel mondo del lavoro e sono associate alle tematiche più varie. Forse per questo creano un po’ di confusione.

Sotto il cappello della trasformazione digitale ci sono ruoli e competenze anche diversi tra loro, ma con un obiettivo ultimo comune: garantire che le aziende abbiano successo sfruttando al meglio tutte le opportunità  degli attuali ecosistemi digitali.

Digital transformation quindi vuol dire avere processi digitali sia lato cliente sia internamente all’azienda; avere un sistema informativo e un’architettura IT flessibile e ben  armonizzata; governare, gestire e proteggere i dati in modo efficace; innovare e integrare nuove tecnologie nel proprio business e molto altro. Non è possibile, per esempio, concedere un  finanziamento ad un cliente in pochi minuti e tramite app su smartphone senza un ottimo lavoro su tutti i punti sopra citati.

Per un neolaureato le opportunità sono molteplici e trasversali nei settori più vari, dipende dall’inclinazione di ciascuno. In ogni caso, vi assicuro, troverete ruoli stimolanti, formativi e facilmente  rivendibili sul mercato. In bocca al lupo!


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