Published at 23 Jun 2020
Published at 23 Jun 2020
Roma, Milano e poi Mediaset: la storia di Andrea 

Roma, Milano e poi Mediaset: la storia di Andrea 


Roma, Milano e poi Mediaset: la storia di Andrea 


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


Hai avuto un percorso di studi molto interessante: prima LUISS a Roma e successivamente Bocconi a Milano, come mai questa scelta?

A 18 anni l’unica cosa di cui ero sicuro era di voler studiare lontano da casa. Economia mi sembrava una buona scelta e Roma un buon compromesso per allontanarmi ma non troppo. Provai il test alla LUISS e fortunatamente andò bene.

A Roma ho trascorso tre anni stupendi, ma arrivato alla scelta di dove continuare gli studi ho sentito il bisogno di trovare nuovi stimoli; ormai conoscevo ogni angolo dell’università, restare lì mi sembrava la scelta più comoda. Decisi di provare il test alla Bocconi, spinto dalla voglia di mettermi alla prova in contesto nuovo e più internazionale. Una volta arrivato a Milano ho capito cosa voglia dire correre ogni giorno per arrivare ad un risultato.


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera?

Se penso alle esperienze che mi hanno insegnato di più in questi anni, al di fuori del contesto universitario, devo sicuramente indicare i due mesi trascorsi in Bosnia nell’estate del 2017, impegnato in un progetto di volontariato, e l’aver lavorato come animatore in un villaggio turistico l’estate successiva. Per quanto riguarda la prima, l’insegnamento più grande è stato quello di lavorare in un contesto privo di qualsiasi tipo di organizzazione. Le università che ho frequentato presentano, infatti, un’organizzazione impeccabile, ed uno studente sa sempre cosa deve fare per raggiungere un determinato obiettivo.

In Bosnia, invece, io e gli altri volontari sapevamo solo che avremmo dovuto confrontarci con i bambini e i ragazzi dell’orfanotrofio (senza sapere cosa fare, quando ed in che modo). Avere acquisito queste competenze mi risulta tutt’ora molto utile, dato che anche nelle aziende più organizzate bisogna sempre essere capaci di rispondere con prontezza quando si presenta una problematica inusuale.

Dall’altro lato, l’aspetto più importante che sono riuscito a migliore grazie all’esperienza come animatore è stato il public speaking. Più di un artista (che deve affrontare il pubblico solamente quando è sul palco) il dover intrattenere per tutto il giorno gli ospiti del villaggio mi ha aiutato ad accrescere notevolmente questo aspetto.


Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?

Un consiglio fondamentale che do sempre quando mi capita di parlare con ragazzi che sono ancora all’università è di non affrontar il loro percorso con l’ansia perenne dell’esame successivo. Appena usciti dall’università ci si rende conto di come siano piccoli quegli esami che, mentre li preparavamo, sembravano dei macigni invalicabili. La parte migliore dell’università è quello che sta in mezzo tra un esame e l’altro. 


In questo momento lavori in Mediaset: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni?

Sono a Mediaset da quasi un anno e mezzo, in particolare lavoro in Publitalia, la concessionaria pubblicitaria dei programmi Mediaset. A Gennaio dello scorso anno cercavo uno stage, necessario per completare il mio corso di studi in Bocconi. Dato che ho sempre avuto una particolare predilezione per l’industria dell’entertainment ho inviato il mio cv a diverse aziende del settore (anche dove non trovavo posizione aperte in quel momento).

Diversamente da altre aziende che mi hanno contattato in quel periodo (dove erano presenti più step di selezione) con Mediaset ho avuto un solo colloquio, abbastanza lungo, con una HR e i due manager con cui avrei lavorato se avessi passato la selezione. Devo dire che preferisco decisamente questo metodo di selezione, in quanto è utile sia per l’azienda che per il candidato stesso per capire se iniziare un percorso insieme sia effettivamente la cosa migliore per entrambi.


Di cosa ti occupi in qualità di Sales Proposal in Mediaset?

Il mio lavoro consiste principalmente nel creare le proposte pubblicitarie per i clienti. In pratica devo decidere quali programmi, quali fasce orarie e quali prodotti (in quanto non tutte le tipologie di spazio pubblicitario hanno gli stessi costi) vendere ad un cliente in base al budget che lo stesso mette a disposizione ed i kpi che intende raggiungere (influenzati naturalmente dal target che egli intende colpire). La seconda parte del mio lavoro consiste nell’analizzare le campagne andate in onda, in modo da constatare se siano riuscite a raggiunger i kpi previsti.


Un consiglio che daresti a tutti quelli che vorrebbero lavorare in Mediaset?

Mediaset è un’azienda enorme, con talmente tante tipologie di lavoratori che risulta difficile dare un consiglio generale. Un consiglio che però mi sento di poter dare è lavorare sulle capacità relazionali. Anche quando non si lavora a stretto contatto con i clienti, è fondamentale riuscire a creare ottime relazioni con gli altri membri dell’ufficio, anche con chi non si ha a che fare lavorativamente. Nonostante Mediaset sia di fatto una multinazionale, mantiene un tipo di cultura molto italiana, in cui sapersi relazionare con i propri colleghi ricopre un aspetto fondamentale del lavoro. 

 

Sei un recruiter? Scopri come digitalizzare le strategie di employer branding e recruiting della tua azienda grazia a tutored. Attrai e assumi giovani talenti: scopri Tutored Business.

Roma, Milano e poi Mediaset: la storia di Andrea 


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Hai avuto un percorso di studi molto interessante: prima LUISS a Roma e successivamente Bocconi a Milano, come mai questa scelta?

A 18 anni l’unica cosa di cui ero sicuro era di voler studiare lontano da casa. Economia mi sembrava una buona scelta e Roma un buon compromesso per allontanarmi ma non troppo. Provai il test alla LUISS e fortunatamente andò bene.

A Roma ho trascorso tre anni stupendi, ma arrivato alla scelta di dove continuare gli studi ho sentito il bisogno di trovare nuovi stimoli; ormai conoscevo ogni angolo dell’università, restare lì mi sembrava la scelta più comoda. Decisi di provare il test alla Bocconi, spinto dalla voglia di mettermi alla prova in contesto nuovo e più internazionale. Una volta arrivato a Milano ho capito cosa voglia dire correre ogni giorno per arrivare ad un risultato.


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera?

Se penso alle esperienze che mi hanno insegnato di più in questi anni, al di fuori del contesto universitario, devo sicuramente indicare i due mesi trascorsi in Bosnia nell’estate del 2017, impegnato in un progetto di volontariato, e l’aver lavorato come animatore in un villaggio turistico l’estate successiva. Per quanto riguarda la prima, l’insegnamento più grande è stato quello di lavorare in un contesto privo di qualsiasi tipo di organizzazione. Le università che ho frequentato presentano, infatti, un’organizzazione impeccabile, ed uno studente sa sempre cosa deve fare per raggiungere un determinato obiettivo.

In Bosnia, invece, io e gli altri volontari sapevamo solo che avremmo dovuto confrontarci con i bambini e i ragazzi dell’orfanotrofio (senza sapere cosa fare, quando ed in che modo). Avere acquisito queste competenze mi risulta tutt’ora molto utile, dato che anche nelle aziende più organizzate bisogna sempre essere capaci di rispondere con prontezza quando si presenta una problematica inusuale.

Dall’altro lato, l’aspetto più importante che sono riuscito a migliore grazie all’esperienza come animatore è stato il public speaking. Più di un artista (che deve affrontare il pubblico solamente quando è sul palco) il dover intrattenere per tutto il giorno gli ospiti del villaggio mi ha aiutato ad accrescere notevolmente questo aspetto.


Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?

Un consiglio fondamentale che do sempre quando mi capita di parlare con ragazzi che sono ancora all’università è di non affrontar il loro percorso con l’ansia perenne dell’esame successivo. Appena usciti dall’università ci si rende conto di come siano piccoli quegli esami che, mentre li preparavamo, sembravano dei macigni invalicabili. La parte migliore dell’università è quello che sta in mezzo tra un esame e l’altro. 


In questo momento lavori in Mediaset: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni?

Sono a Mediaset da quasi un anno e mezzo, in particolare lavoro in Publitalia, la concessionaria pubblicitaria dei programmi Mediaset. A Gennaio dello scorso anno cercavo uno stage, necessario per completare il mio corso di studi in Bocconi. Dato che ho sempre avuto una particolare predilezione per l’industria dell’entertainment ho inviato il mio cv a diverse aziende del settore (anche dove non trovavo posizione aperte in quel momento).

Diversamente da altre aziende che mi hanno contattato in quel periodo (dove erano presenti più step di selezione) con Mediaset ho avuto un solo colloquio, abbastanza lungo, con una HR e i due manager con cui avrei lavorato se avessi passato la selezione. Devo dire che preferisco decisamente questo metodo di selezione, in quanto è utile sia per l’azienda che per il candidato stesso per capire se iniziare un percorso insieme sia effettivamente la cosa migliore per entrambi.


Di cosa ti occupi in qualità di Sales Proposal in Mediaset?

Il mio lavoro consiste principalmente nel creare le proposte pubblicitarie per i clienti. In pratica devo decidere quali programmi, quali fasce orarie e quali prodotti (in quanto non tutte le tipologie di spazio pubblicitario hanno gli stessi costi) vendere ad un cliente in base al budget che lo stesso mette a disposizione ed i kpi che intende raggiungere (influenzati naturalmente dal target che egli intende colpire). La seconda parte del mio lavoro consiste nell’analizzare le campagne andate in onda, in modo da constatare se siano riuscite a raggiunger i kpi previsti.


Un consiglio che daresti a tutti quelli che vorrebbero lavorare in Mediaset?

Mediaset è un’azienda enorme, con talmente tante tipologie di lavoratori che risulta difficile dare un consiglio generale. Un consiglio che però mi sento di poter dare è lavorare sulle capacità relazionali. Anche quando non si lavora a stretto contatto con i clienti, è fondamentale riuscire a creare ottime relazioni con gli altri membri dell’ufficio, anche con chi non si ha a che fare lavorativamente. Nonostante Mediaset sia di fatto una multinazionale, mantiene un tipo di cultura molto italiana, in cui sapersi relazionare con i propri colleghi ricopre un aspetto fondamentale del lavoro. 

 

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