Oggi iniziamo questa nuova rubrica: #InterviewTips. Ogni settimana, pubblicheremo un post con consigli specifici e pratici su come affrontare al meglio il colloquio di lavoro: dagli errori più comuni, all'abbigliamento da usare fino alle interviste dei recruiters delle aziende che assumano giovani talenti su tutored.
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Essere agitati prima di un colloquio è normale, perché quello che ti verrà chiesto è sempre un’incognita. I colloqui di lavoro non sono mai uguali, è vero, eppure hanno tutti dei tratti comuni. Allora ecco la guida pratica a Come affrontare un colloquio di lavoro.
Prima del colloquio cerca informazioni sull’azienda, in modo arrivare preparato. Sicuramente farà una buona impressione vedere che hai già delle informazioni riguardo values, dinamiche, risultati conseguiti.
La prima regola è la puntualità, ovviamente. Anzi, meglio presentarsi al colloquio un po’ in anticipo, dieci minuti sono sufficienti. Una volta arrivato ricorda di spegnere il cellulare per evitare che ti squilli durante il colloquio. Ricorda inoltre che è bene arrivare da soli, senza l’accompagnamento di amici o parenti – non è molto professionale. Inutile specificare quanto sia meglio avere un abbigliamento sobrio e adatto all’azienda e alla posizione per la quale ti candidi.
In primo luogo, anche se sei molto agitato, cerca di non darlo a vedere. Mentre parli evita di gesticolare eccessivamente, di volgere lo sguardo da altre parti e cerca di mantenere una posizione corretta: niente mani nelle tasche, niente braccia incrociate.
Durante il colloquio conoscitivo, a un certo momento dovrai parlare di te. Nelle esperienze che menzioni, cerca di focalizzarti su quelle coerenti con il profilo richiesto. Che si tratti della tesi, di uno stage o di una parte del tuo percorso di studi, non è importante: è importante che abbia senso dirlo rispetto a quello che il recruiter sta cercando. Allo stesso modo, meglio evitare di fare riferimento ad esperienze che riguardano tutt’altro campo.
Cerca di dimostrare il tuo interesse nei confronti dell’azienda e del posto per il quale ti sei candidato: metti in evidenza la tua motivazione e la tua voglia di lavorare e fare esperienza nel settore.
Poni anche tu delle domande! Questa è una cosa che viene sempre valutata positivamente. Infatti, porre delle domande è sintomo di spiccato interesse e di curiosità. Cerca, per esempio, di approfondire alcuni aspetti del lavoro che potresti svolgere, o dimostrati interessato a scoprire le dinamiche interne all’ambiente. Magari cerca anche di capire quali sono le aspettative dell’azienda rispetto al candidato perfetto.
Terminato il colloquio non rimane che aspettare una risposta. Se dopo qualche tempo non ne hai ricevuta alcuna, prova a contattare il recruiter, meglio se tramite mail. Talvolta per alcune posizioni ci sono molti candidati, e le selezioni durano parecchio tempo: in questo caso, continua ad attendere l’esito. Se il colloquio invece non è andato a buon fine, non bisogna perdersi d’animo. Essere stato comunque convocato significa che il tuo profilo è parso interessante. Cerca di ricordare se ci sono state delle domande che ti hanno messo in difficoltà o dei momenti in cui sei parso titubante: riparti da quegli aspetti e migliorali in vista del prossimo colloquio.
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Articolo della settimana prossima della rubrica #InterviewTips: Colloquio, è giusto chiedere un voto di laurea minimo?
Oggi iniziamo questa nuova rubrica: #InterviewTips. Ogni settimana, pubblicheremo un post con consigli specifici e pratici su come affrontare al meglio il colloquio di lavoro: dagli errori più comuni, all'abbigliamento da usare fino alle interviste dei recruiters delle aziende che assumano giovani talenti su tutored.
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Essere agitati prima di un colloquio è normale, perché quello che ti verrà chiesto è sempre un’incognita. I colloqui di lavoro non sono mai uguali, è vero, eppure hanno tutti dei tratti comuni. Allora ecco la guida pratica a Come affrontare un colloquio di lavoro.
Prima del colloquio cerca informazioni sull’azienda, in modo arrivare preparato. Sicuramente farà una buona impressione vedere che hai già delle informazioni riguardo values, dinamiche, risultati conseguiti.
La prima regola è la puntualità, ovviamente. Anzi, meglio presentarsi al colloquio un po’ in anticipo, dieci minuti sono sufficienti. Una volta arrivato ricorda di spegnere il cellulare per evitare che ti squilli durante il colloquio. Ricorda inoltre che è bene arrivare da soli, senza l’accompagnamento di amici o parenti – non è molto professionale. Inutile specificare quanto sia meglio avere un abbigliamento sobrio e adatto all’azienda e alla posizione per la quale ti candidi.
In primo luogo, anche se sei molto agitato, cerca di non darlo a vedere. Mentre parli evita di gesticolare eccessivamente, di volgere lo sguardo da altre parti e cerca di mantenere una posizione corretta: niente mani nelle tasche, niente braccia incrociate.
Durante il colloquio conoscitivo, a un certo momento dovrai parlare di te. Nelle esperienze che menzioni, cerca di focalizzarti su quelle coerenti con il profilo richiesto. Che si tratti della tesi, di uno stage o di una parte del tuo percorso di studi, non è importante: è importante che abbia senso dirlo rispetto a quello che il recruiter sta cercando. Allo stesso modo, meglio evitare di fare riferimento ad esperienze che riguardano tutt’altro campo.
Cerca di dimostrare il tuo interesse nei confronti dell’azienda e del posto per il quale ti sei candidato: metti in evidenza la tua motivazione e la tua voglia di lavorare e fare esperienza nel settore.
Poni anche tu delle domande! Questa è una cosa che viene sempre valutata positivamente. Infatti, porre delle domande è sintomo di spiccato interesse e di curiosità. Cerca, per esempio, di approfondire alcuni aspetti del lavoro che potresti svolgere, o dimostrati interessato a scoprire le dinamiche interne all’ambiente. Magari cerca anche di capire quali sono le aspettative dell’azienda rispetto al candidato perfetto.
Terminato il colloquio non rimane che aspettare una risposta. Se dopo qualche tempo non ne hai ricevuta alcuna, prova a contattare il recruiter, meglio se tramite mail. Talvolta per alcune posizioni ci sono molti candidati, e le selezioni durano parecchio tempo: in questo caso, continua ad attendere l’esito. Se il colloquio invece non è andato a buon fine, non bisogna perdersi d’animo. Essere stato comunque convocato significa che il tuo profilo è parso interessante. Cerca di ricordare se ci sono state delle domande che ti hanno messo in difficoltà o dei momenti in cui sei parso titubante: riparti da quegli aspetti e migliorali in vista del prossimo colloquio.
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Articolo della settimana prossima della rubrica #InterviewTips: Colloquio, è giusto chiedere un voto di laurea minimo?